<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979</id><updated>2012-02-16T08:38:00.817+01:00</updated><title type='text'>L'ÉDUCATION SENTIMENTALE</title><subtitle type='html'>L'éducation sentimentale du jeune Pingu. L'educazione sentimentale del giovane Pingu. Die Leiden des Jungen Pingu. I dolori del giovane Pingu.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>10</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113822647821767687</id><published>2006-01-25T22:59:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T15:05:56.070+01:00</updated><title type='text'>Ritorno al futuro</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Avvertenza: questa non è una recensione né un articolo redazionale a scopo pubblicitario. Ciò che troverete scritto qui di seguito riflette solamente l'opinione del suo autore. Se volete leggere un giudizio obiettivo sull'oggetto al centro della mia dissertazione, potete andare &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.viamichelin.it/viamichelin/ita/tpl/mag4/art20050601/htm/route-usine-dacia.htm"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt; o &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.infomotori.com/a_41_IT_9754_1.html"&gt;qui&lt;/a&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;io mai ti darò una nuova cadillac&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;ed ora tu vai sulla nuova cadillac&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;perché c'è chi spende più di me&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;baby, baby, baby, si&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;se tu sei felice già così&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;il nostro amore è finito qui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;the renegades, cadillac (1964)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'antica Dacia era un'ampia regione dell'Europa centrale, chiusa a nord dai Carpazi, a sud dal Danubio, a ovest dal fiume Tisa, a est dal fiume Dniestr e dal Mar Nero. Più o meno l'odierna Romania, insomma. Una terra di cui in Italia si sa ben poco, nonostante parecchie affinità linguistiche e culturali, e che per certi versi mantiene ancora il fascino delle cose perdute: i meravigliosi castelli medievali della Transilvania, gli  antichi monasteri ortodossi, i paesaggi bucolici dove è ancora possibile incrociare greggi di pecore e bufali, carretti trainati da cavalli, colonne di zingari diretti chissà dove. Ed è per viaggiare in quelle strade selvagge e impervie che è stata costruita la mia nuova macchina: la Dacia Logan.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'antica Dacia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/50.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando chiedete a qualcuno la ragione di un acquisto importante, probabilmente le prime risposte che otterrete saranno la pubblicità, il passaparola di un amico, l'influenza di un opinion leader, un articolo letto su una rivista in bagno o su Internet (che per fortuna è ancora abbastanza difficile leggere in bagno), e altre cose del genere. Tutte le variabili del marketing mix a disposizione dell'azienda che produce il vostro acquisto, più o meno. Ma a volte tutto questo non basta a spiegare le ragioni di un acquisto. Sarà che ogni tanto ci viene voglia di fargliela sotto il naso, e prendere quel cazzo che ci pare, che magari è l'esatto contrario di quello che dovrebbe piacerci secondo le ricerche di mercato ma, che diamine, ci ridà per un attimo l'illusione di essere liberi nelle nostre scelte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ecco una pubblicità della Dacia Logan (la si intravede a destra sullo sfondo) per i mercati dell'est che spinge l'acquirente a non essere sentimentale, e a decidersi ad abbandonare il proprio rottame per affidarsi all'auto razionale. Dalla prossima settimana anche in Italia la Logan verrà promossa comunicando l'idea della razionalità del suo acquisto con la frase: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Siate logici, siate Logan&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/51.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel momento in cui ho iniziato a guardarmi attorno cercando un'auto piccolina con cui andare a lavoro, le prime proposte alle quali mi sono trovato davanti sembravano scontate. Neanche a farlo apposta, con il mio budget e le mie necessità finivo sempre in quella fascia che mi era stata per così dire predestinata dai complessi calcoli di uomini che non avrei mai conosciuto. Per un'auto nuova che non superi certe cifre, lo dico molto a grandi linee, ci sono due possibilità. La prima include le citycar piccole piccole che vanno dagli 8-10.000 euro in su tipo smart, c1, panda, peugeot 107, aygo e chi più ne ha più ne metta (cito solo quelle che ho preso in considerazione). La seconda include le macchine piccoline ma un po' più grandi e costose delle citycar, come la polo, la punto, la yaris, la c3, la peugeot 206-7, eccetera...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A questo punto il mio destino sembrava naturalmente indirizzato verso una di queste due possibilità, qualora avessi deciso di acquistare un'automobile nuova. Scegliendo poi un motore diesel, visto che prevedo di fare parecchi chilometri all'anno, i costi sarebbero lievitati di un buon migliaio di euro. Ma poi, andando bene a vedere le caratteristiche, se non volevo avere l'allestimento più triste senza airbag posteriori e/o laterali (già ti immagini tutti i tuoi amici morti schiacciati tra le lamiere), o magari senza fendinebbia (e nella pianura padana come fai?), o addirittura senza climatizzatore (col rischio di schiattare per il caldo d'estate coi finestrini aperti che fanno entrare tutto lo smog), dovevo infilare nel preventivo un altro migliaio di euro come minimo. Non puoi mica comperarti una macchina che costa più di 10.000 euro e poi prenderti l'allestimento "poor" anziché quello "luxury in the bathroom" per una questione di poche migliaia di euri, no? Non scherziamo, piuttosto fai un finanziamento di 10 anni e zittisci tutti i tuoi detrattori, che se ne vadano loro in giro con il finestrino a manovella...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Insomma, mi trovavo immerso in tutto questo turbinio di offerte e tentazioni, quando ho realizzato che gira e rigira erano tutte, fottutamente uguali. Certo, tra un finanziamento a tasso zero e 1000 euro di sconto, tra il portabicchieri davanti al ventilatore per l'aria fredda e il sedile di dietro che si divide in 32 pezzi che ci puoi giocare pure a scacchi, le differenze ci sono e si vedono. Ma sommando una e sottraendo l'altra, questi astuti segugi dei desideri di chi compra un'auto fanno in modo che passando da un modello di una marca a un altro, i vantaggi compensino sempre gli svantaggi. Ci sono addirittura tre citycar di tre marche diverse praticamente uguali, nel motore e nella carrozzeria. Pare solo una questione di estetica e condivisione di valori fittizi, insomma, quasi come coi partiti politici quando vai a votare. E in questo non ci sarebbe alcun male, basta saperlo. In tante altre cose ormai non possiamo far altro che scendere a un compromesso, turarci il naso e esprimere una preferenza. Giunto a questa conclusione, però, avevo comunque davanti agli occhi un carnet di almeno 15-20 macchine tra gli 11 e i 15.000 euro tra cui scegliere. Pare poco...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Bisogna dire che una prima selezione avviene spesso con criteri che sono a tutti gli effetti irrazionali, ma che vanno considerati, diciamo così, irrazionalmente indotti. Che ne so, ad alcune macchine hanno dato dei nomi che fanno veramente schifo, ad esempio. Oppure hanno delle carrozzerie che sembrano insetti fastidiosi e viscidi. Non dico la nuova beetle che è pure carina, ma ce ne sono alcune che sembrano proprio lumache, ragni pelosi, bestie che te le immagini schiacciate per terra con la loro bava che lascia un alone tutto intorno. Ecco, ne ho escluse così almeno quattro o cinque, e mi sono dunque ritrovato davanti a un numero di modelli che si poteva contare sulle dita di una mano. E così sabato scorso ho cominciato a girare per le concessionarie. Un travaglio durato poco più di tre giorni. La decisione che ho partorito, invece, influenzerà la mia vita per parecchi anni a venire. Perché la prima macchina, come mi hanno insegnato i miei genitori, non si scorda mai. È questo travaglio che, per quanto posso, ora cercherò di descrivervi, in poche parole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Un esempio di automobile - insetto nel suo habitat naturale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/52.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La strategia che avevo in mente era mostrare a mio padre - la Finanziaria cui facevo riferimento per un prestito senza scadenza e a tasso inferiore allo zero - le tre prescelte in ordine inverso, partendo da quella che mi piaceva meno fino a quella che mi piaceva di più. L'effetto voluto era, naturalmente, meravigliarlo con l'ultima offerta a tal punto, da fargli dire: "non preoccuparti figliolo, quello che costa in più delle altre ce lo metto io". Quindi, di comune intento come poche altre volte ci capita, siamo partiti alla volta di un concessionario fiat vicino a Udine.&lt;br /&gt;L'ambiente era davvero pessimo: disordine, pavimento dissestato e sporco, illuminazione peggiore di quella del mio garage, fogli buttati qua e là sulle scrivanie alla rinfusa, come del resto le macchine nel parcheggio esterno. Pochi addetti alla vendita, per giunta, in un sabato affollato di giovani coppie che cercavano l'auto che accompagnasse per le strade della vita la loro unione stabile e duratura. Strano, o avevano dei figli, o sembrava che dovessero averne uno di lì a poco. Ma in quello squallore che sembrava certamente più adatto a un'officina ricambi che a un posto dove materializzare i propri sogni, tutto appariva meno romantico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta feci come lavoro (bellissimo!) il finto acquirente che va dal concessionario a chiedere informazioni su un'auto di lusso, ma in realtà deve stilare un dettagliato report sulla qualità del servizio. Il mio compito consisteva nell'andare alla mercedes (tanto per fare un esempio) a farmi fare un preventivo per un'auto costosa e poi vedere come mi trattavano e com'era l'ambiente, annotando tutti i particolari con crudeltà spietata. Allora il responso fu piuttosto positivo, ma se l'avessi dovuto fare in questa concessionaria -  mamma mia! - non so proprio cosa sarebbe saltato fuori. Ero immerso in questi pensieri quando un attempato signore coi baffi, dai modi spicci e sgarbati, si avvicinò ad illustrarci le meraviglie della panda (esclusa subito per la posizione strana del cambio, che sembra una via di mezzo tra la leva di un trattore e la cloche di un aereo anteguerra) e della punto, grande e piccola. Nessun entusiasmo trapelava però dalle sue parole, e sia io che mio papà lo guardavamo con aria triste, annoiata e assorta. Alla fine lui ci guarda e fa: "vi vedo perplessi, pensavate costasse meno?". Era così solo in parte, ma quelle parole idealmente sancirono la conclusione della mia esperienza con la fiat, almeno per questa volta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il manifesto del lancio della grande punto, a Mirafiori.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Di poche parole, come i suoi addetti alle vendite.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/53.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La tappa seguente prevedeva una sosta alla citroen, che poteva essere un'outsider da tenere in considerazione. Mentre aspettavamo il nostro turno, quindi, dovevo illustrare io per primo al mio dubbioso compagno le meraviglie dell'auto che avevo individuato come target ideale: la c2. Rispetto alla c3 (esclusa perché in tutto e per tutto richiama in me l'idea di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;donna elegante&lt;/span&gt;) ha solo due porte, ma l'aspetto simpatico e la qualità degli interni potevano fare la differenza. La cordialità del venditore e gli ottimi servizi post-vendita offerti, però, non riuscivano a convincere del tutto né me né il mio principale finanziatore che, astuto come una volpe, si divertiva a contrattare sul prezzo dicendomi di sottecchi di non proferire parola, per non tradire le nostre reali intenzioni. Io, che nascondevo le mie reali intenzioni sia a lui che al venditore, manco fossi una spia del kgb, stavo al gioco e aspettavo le mie carte vincenti. Anche se, a dire la verità, non avevo ben chiaro a che gioco stessi giocando. Forse per questo studiavo più che altro le loro mosse, senza preoccuparmi di prendere iniziative avventate.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il modellino della c2, davvero un bel giocattolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/54.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La terza visita, il giorno seguente, fu forse quella rivelatrice. Era un'assolata e fredda domenica di gennaio... Insomma, per farla breve siamo andati alla concessionaria toyota. Ambiente fresco e dinamico, e addetti alla vendita che sembravano gli stessi eleganti e decisi uomini di marketing che immaginavo a studiare i mix delle offerte da proporre al pubblico, in riunioni interminabili. La cosa mi inquietava non poco, perché quello che doveva essere il mio consigliere d'acquisto, proprio lì di fronte a me perdeva completamente la sua neutralità nel mostrarsi completamente asservito alla filosofia dell'azienda. Del resto, l'approccio aggressivo e determinato del giovane che ci seguiva pareva inarrestabile. Non ci aveva ancora fatto il preventivo, che già aveva scelto la macchina che faceva al caso nostro. Ancora non ce l'aveva descritta, e già mi ero seduto al volante. Yaris ultimo modello superaccessoriata, con un airbag per posto e anche uno nel bagagliaio, forse, per non far sciupare le valigie in caso di incidente. E infine, ciliegina sulla torta, cambio robotizzato.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Appena ho constatato che non c'era la frizione, ho cominciato ad andare nel panico, col giovane venditore di fianco a me che mi diceva dove nascondere il piede sinistro per non avere la tentazione di cercare quella maledetta frizione, che non c'era. Dovevo solo accellerare e frenare. Dopo qualche minuto in cui mi sembrava di essere alla prima lezione di scuola guida, ho capito che non era difficile. Il tragitto era già prestabilito, dovevo prima andare in tangenziale per accorgermi che i 90 cavalli a mia disposizione servivano a qualcosa, poi dovevo provare la frenata brusca presso una stazione di rifornimento abbandonata per vedere che la macchina non si spegneva mai, e in un lungo rettilineo dovevo prendere dimestichezza anche col cambio manuale, che però funzionava come quelli delle macchine di formula uno. Un tocco su, si scende di marcia. Un tocco giù, si sale. Alla fine, per evitare scene imbarazzanti, ho scelto di tornare col cambio robotizzato fino alla concessionaria, dove ci attendeva la sorpresa di un prezzo piuttosto altino, quasi 15.000 euro. Si poteva scendere un po' rinunciando a qualche optional, ma che diamine, vorreste mai rinunciare al cambio robotizzato per 250 miseri, pulciosi euri? E la vernice metallizzata? Passi il clima automatico, ma i fendinebbia? I sei airbag? Prendendoci per sfinimento, il giovane ha finto anche di prenotarci un'auto, senza impegno, lasciandoci con parole che suonavano come una terribile minaccia: "sapete, è l'ultima che abbiamo a disposizione con le caratteristiche che volevate, dopo questa dovrete aspettare mesi, mesi..."&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il cambio manuale / robotizzato della nuova yaris&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/55.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ero di fronte a un bivio, non solo nell'acquisto di un'auto ma nella mia vita. I due giornali di automobili comprati per l'occasione non mi aiutavano. Li sfogliavo nervosamente aspettando una rivelazione, che ne so, una macchina che facesse 30 chilometri con un litro, ma niente. Dovevo spendere più di quanto mi era consentito? O spendere meno ma rinunciare ad avere una macchina completa di tutto? Era come se mi avessero fatto vedere una casa splendidamente arredata con finiture preziose, marmi purissimi, tessuti barocchi alle pareti, per poi dirmi: "ok, la tua casa è questa, ma se così com'è non te la puoi permettere, ora noi te la svuotiamo tutta e ti lasciamo solo le pareti imbiancate, e magari pure uno sputacchio nel cesso".&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Con questo stato d'animo passai il lunedì a crucciarmi e a chiedermi perché fossi così mogio, pur essendo a un passo dall'acquisto della mia prima auto. Il motivo era che nessuna di quelle auto la sentivo veramente mia. Non erano macchine deprecabili in sé, sembravano semplicemente fatte per altre persone. Magari potevo guidarle anch'io, certo, ma non avevano niente di romantico, di passionale, nulla che trascendesse il loro essere delle semplici, utili macchine. Gli uomini di marketing, con me, avevano fallito. Ed ero triste perché non avevano pensato a nessun modello - perché tra tante centinaia ne bastava uno solo - per me. Non voglio certo passare per vittima trascurata dalla grande industria automobilistica, ma vedevo il mio potere d'acquisto stroncato sul nascere da una proposta che non mi soddisfava, e mi ero ormai rassegnato a prendere semplicemente l'auto che mi dispiaceva di meno. E una nuova, improvvisa proposta, la skoda fabia, sembrava impersonificare tutte queste mie paure. Economica e decorosa, interni nella media, estetica simile a mille altri modelli, bagagliaio nella norma, optional compresi soddisfacenti, ma alla fine cosa mi restava? Un'auto che si confondeva nel traffico, ignorata da tutti, un'imitazione delle volkswagen che non potevo permettermi. Dentro quell'abitacolo mi sarei sentito un signor nessuno, un ectoplasma nel traffico, senza neppure il beneficio di passare attraverso le altre macchine. Ero sicuro che un giorno non troppo lontano l'avrei persa in qualche parcheggio, così, improvvisamente, senza ritrovarla più.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Chissà, forse la macchina che cercavo era questa...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/56.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non ricordo come accadde, so solo che una di queste sere ero seduto a riflettere davanti a google, quando mi sono ricordato di un vecchio articolo che avevo letto su repubblica. Parlava di un modello di automobile supereconomico, prodotto inizialmente per i poco esigenti mercati dell'est, che aveva avuto molto successo al suo arrivo in Francia. Si parlava di cifre ridicole, intorno ai 5000 euro, e non per una citycar, ma per una berlina d'altri tempi. Il suo nome era Dacia Logan, e il suo marchio era di proprietà della Renault. Mi meravigliavo di non essermene ricordato prima, ma andando a controllare fu facile scoprire il perché. La pubblicità in Italia era stata nulla, perché il lancio di quest'auto era previsto per la fine di gennaio, tra meno di una settimana! Il mio tempismo sembrava frutto della Provvidenza. Su Internet si trovava solo qualche breve articolo, alcune foto e nulla più, ma era quanto bastava per farmi un'idea. Spartana, da battaglia, essenziale, erano gli aggettivi che ricorrevano di più nelle sue descrizioni. La carrozzeria ricordava un po' quelle grosse alfa romeo dei primi anni '80, o le macchine che vedevo una decina d'anni fa quando andavo in vacanza in Croazia. Il primo pensiero che mi fece venire in mente fu quello di mio papà che spesso, in questo periodo, la domenica ci portava in montagna sulla sua alfa 75, quand'ero piccolo, e nel viaggio ci faceva ascoltare le cassette di Dalla e Ramazzotti (quella con &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Terra promessa&lt;/span&gt;). Prima di tornare, nel tardo pomeriggio, ci fermavamo sempre in una tabaccheria vicino casa, e mi facevo comprare un puffo, una puffetta o un baby puffo da aggiungere alle mie due squadre di calcio dei puffi. Bastò questo pensiero a dare il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la&lt;/span&gt; a una catena interminabile di ricordi e suggestioni che avevo ormai rimosso da anni. Mi convinsi sempre più che era quello che cercavo, ma essendo una macchina dovevo valutare anche altri fattori. In Italia costava un po' di più del previsto (dagli 8 agli 11.000 euro) e non potevo certo proporla a mio padre con la storia dei puffi, che naturalmente mi tenevo ben lontano dal raccontare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come immaginavo la mia futura compagna nei primissimi anni '80&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/57.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando la mattina dopo andai a vederla al concessionario, per la prima volta in missione da solo, cercai di studiarne gli aspetti positivi, e invece me ne innamorai. L'addetto alle vendite mi parlava di "un'auto che deve essere capita dal nostro mercato", diceva che "è adatta a un target di persone limitato e poco interessato all'estetica", ed è rimasto stupito non poco quando gli ho detto che mi occupavo di comunicazione e pubblicità. Quello che secondo lui doveva essere il target più ricettivo alle novità riguardanti il design e la tecnologia all'avanguardia, lo vedeva ora, nella mia persona, interessato a un'automobile che in cuor suo avrebbe proposto forse solo a un vecchio che abitava in montagna e ci saliva sempre con le scarpe inzaccherate di fango, dopo aver tagliato la legna. Non si scappa, o era lui che ne sottovalutava le potenzialità, o ero io che le sopravvalutavo. Incontrarsi però fu abbastanza facile, una volta che fu chiaro a entrambi che non ero minimamente interessato alle varie clio, modus, twingo e a quant'altro ci fosse nel suo salone.  I miei occhi brillavano solo per la Dacia Logan. Non saprò mai se gli esperti di marketing avevano previsto anche questo, ma ogni cosa che aveva in meno rispetto alle auto progettate per i giovani d'oggi, era per me un punto di merito in più. Non sembrava un'auto del futuro prossimo venturo, ma aveva il fascino misterioso e inspiegabile di una macchina vecchia di almeno dieci anni ma appena uscita dalla fabbrica, arrivata ai giorni nostri come dopo un viaggio nel tempo. Tornai a casa, ed entusiasta come mai ero stato in tutti quei giorni di ricerche, dissi solo poche parole: "pa', ti dico solo questo: una berlina enorme, diesel, con servosterzo e condizionatore, per meno di 12.000 euro". Poi aggiunsi: "ha un bagagliaio così grande che ci potete stare dentro tu e la mamma, insieme". "È una minaccia?" fu la sua risposta. Sembrava poco entusiasta delle foto nel depliant. Solo io sapevo la verità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il capientissimo bagagliaio della mia Dacia Logan&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/58.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine accettò di accompagnarmi a provarla, il pomeriggio stesso, e ogni minuto che passava ero più deciso. Ripetevo come una litania, ormai in fibrillazione, tra me e me: "voglio questa macchina apparentemente goffa, sfigata, che sembra vecchia di 20 anni e viene venduta come nuova, che è prodotta in Romania ed è assemblata in buona parte a mano...". Sentendo parlare dei suoi ammortizzatori fatti per affrontare le più disagevoli strade sterrate rumene, delle sue forme squadrate per risparmiare sulle costose rotondità delle macchine attuali, dei suoi interni grezzi senza nessun vezzo o concessione all'estetica, mi ci affezionavo sempre di più. Immaginavo di guidarla con mia moglie al fianco e i nostri quattro marmocchietti dietro che giocavano, litigavano, vomitavano nei sacchetti di plastica mentre li scorrazzavamo per l'Italia in vacanza, ad agosto, senza condizionatore e con i finestrini a manovella. Era la felicità. Altro che le coppiette del grigio concessionario fiat, condannate alla mediocrità. Altro che i giovani rampanti, felici della loro auto costosa con cui fare le sgommate ai semafori. Quell'auto rappresentava esattamente la vita che volevo. Sicura, robusta sulle buche, sincera e piena di amore. Perché un'auto così spaziosa non si compra per starci da soli. Comprare una citycar mi condannava alla solitudine, o alla sterilità della coppia che basta a sé stessa. La Dacia Logan mi dava l'illusione di una famiglia. Giovane, magari sfigata e senza un quattrino, ma felice.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il cruscotto è un po' spartano, ma il posto di guida è comodo e spazioso&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/59.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non bastò a dissuadermi nemmeno la presunta prova preparata ad hoc dal nemico tedesco (in questo caso dei semplici giornalisti del settimanale tedesco &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Spiegel&lt;/span&gt;), allo scopo di far fare una figuraccia a questa rivoluzionaria new entry economica venuta dall'est. La trappola ordita da quelle menti depravate consisteva nel sottoporre la mia Dacia Logan al cosiddetto test "dell'alce" (detto così, credo, perché simula la sterzata per evitare un alce), dopo averlo però manipolato e contraffatto in modo da farla ribaltare. Secondo i loro sporchi piani sarebbe bastata qualche foto fatta girare sui giornali e in rete per screditare la mia prediletta a tutto vantaggio, naturalmente, dell'industria automobilistica tedesca da cui erano stati corrotti. Ma quel test è poi risultato falsato e quindi non attendibile, suscitando ancora di più il mio sdegno e la mia presa di posizione a favore dell'eroica Dacia, futura compagna di mille battaglie.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Le foto calunniose e irresponsabili fatte girare dal settimanale tedesco &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:85%;" &gt;Spiegel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;per infangare la reputazione della Dacia Logan.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/60.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Parlandone al telefono con Michele, l'unico a cui confidavo i miei pensieri di questi giorni (non osavo dirlo ad altri per il timore di essere dissuaso dall'acquisto, credo), mi soffermavo sul fatto che prima di avere una famiglia avrei dovuto anche abbordare delle ragazze, e non con un'auto di quelle in voga oggi, agile e scattante, ma con un pachiderma di oltre una tonnellata, con un design da far invidia alle skoda di quando ero piccolo. Certo, potevo puntare sul fascino dello zingaro balcanico che ne ha passate tante, ma non so quanto sarei credibile nella parte. Probabilmente qualcuna storcerà il naso quando dirò: "ecco, è questa la mia macchina", ma è un rischio che devo correre, per sapere con chi ho a che fare. Se lei fa i miei stessi sogni, capirà.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per dovere di cronaca, infine, ammetto di aver preso il top della gamma, come un vero signore, restando comunque entro il budget previsto. Quando ho detto a mio padre che non mi sarebbe dispiaciuta l'idea di un'auto con gli alzacristalli a manovella e con la vecchia, sana chiave al posto di quell'insulso telecomando oggi così tanto in voga (la yaris si apriva con le chiavi in tasca senza neppure dover schiacciare l'interruttore!), lui mi ha guardato ridendo. Forse pensava che scherzassi. Il fatto che l'allestimento full optional &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Laurèate&lt;/span&gt; non avesse costi esorbitanti ha poi convinto anche me. In fondo l'automobile non può essere un acquisto dettato totalmente dal sentimento, è sempre un oggetto che dura e dev'essere prima di tutto pratico e funzionale. Anche se davanti ai miei occhi innamorati la Dacia Logan è bella quanto la spider rossa 1600 Duetto usata da Dustin Hoffman ne &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il laureato&lt;/span&gt;. Anzi, è ancora più bella. In fondo quando lui entra in chiesa e strappa lei dal grigio destino di sposa senza amore, abbandona lì la spider con cui era arrivato. Inseguiti dai parenti infuriati, infatti, i due innamorati salgono all'ultimo momento su un pullman vecchio e scalcinato, in mezzo a vecchine e poveracci. Lei ha ancora il vestito da sposa, lui sorride con il cuore che gli scoppia in petto, come mai in vita sua. Hanno entrambi la faccia incredula e felice. E io, per adesso, non ho bisogno di altro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/61.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113822647821767687?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113822647821767687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113822647821767687&amp;isPopup=true' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113822647821767687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113822647821767687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2006/01/ritorno-al-futuro.html' title='Ritorno al futuro'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113710678444495953</id><published>2006-01-12T23:52:00.003+01:00</published><updated>2012-01-04T15:07:27.618+01:00</updated><title type='text'>Dalla cravatta alla pompa pneumatica</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E con quella grossolaneria intermittente che riappariva in lui non appena cessava d'essere infelice e che nel momento stesso abbassava il livello della sua moralità, egli esclamò dentro di sé: « E dire che ho perduto degli anni della mia vita, che ho voluto morire, che ho avuto il mio più grande amore, per una donna che non mi piaceva, che non era il mio tipo! »&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;Marcel Proust, Un amour de Swann&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Stando ai più generici principi della fisiognomica, interpretati tra l'altro in maniera piuttosto grossolana, una persona che mi vede per la prima volta potrebbe dire che il mio naso piccolo e regolare è indice di buon carattere e forse di una certa effemminatezza, che i miei occhi scuri leggermente infossati denotano un atteggiamento sospettoso, che la mia bocca larga e regolare lascia presupporre un'indole positiva, mentre le mie labbra carnose rivelano persino una certa sensualità, anche se poco appariscente. La fossetta sul mento, infine, assieme al viso abbastanza squadrato, è sinonimo di bontà d'animo, di gentilezza, e anche di una buona dose di pazienza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/39.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Considerazioni limitate e limitanti, certo, ma che in fin dei conti facilitano il compito di chi dovrà interagire con me, e difficilmente penserà di avere a che fare con un pazzo pronto a puntargli il coltello alla gola. Anche questo poi è vero fino a un certo punto, come dimostrano alcuni aneddoti tratti dalla mia esperienza personale. Ad esempio poco tempo fa mia nonna, che ha più di novant'anni e mi adora, ha temuto che dentro di me potesse addirittura annidarsi una vera e propria furia omicida. Aveva sentito al telegiornale che un giovane - intelligente e ottimo studioso, ma un po' solitario - aveva ucciso e fatto a pezzi gli zii con cui viveva, e quando quel giorno sono andato a trovarla mi ha fatto uno strano discorso, consigliandomi di avere pazienza e sopportare le piccole incomprensioni di ogni giorno con papà e mamma, perché il lavoro arriverà, presto avrò una famiglia mia, e se c'è qualcosa che non va basta che ne parli, perché a tenere tutte le cose dentro poi si finisce come quel ragazzo, intelligente e ottimo studioso, ma un po' solitario che...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ricordo poi ancora molto bene quando Giulia, all'epoca la mia ragazza, per convincere sua madre a farci andare in vacanza insieme, di fronte a me le chiese: "mamma, guarda Alessio, guardalo bene, con lui vicino cosa vuoi che possa succedermi?". La madre rispose, laconicamente: "si, ha quell'apparenza da bravo ragazzo, ma secondo me ha anche un po' l'aria da maniaco". Lo disse col sorriso, e il suo implicito permesso a portare la figlia in vacanza fu un buon motivo per non insistere sull'argomento, chiedendole cosa intendesse esattamente per &lt;span style="font-style: italic;"&gt;maniaco&lt;/span&gt;. D'altra parte sua figlia poteva saperlo sicuramente meglio di lei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Io, com'ero quando stavo con Giulia.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/40.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Certo non si può neanche dire che la fisiognomica non abbia un suo fondamento nella realtà. Anche senza aver letto il trattato &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Della fisiognomica&lt;/span&gt;, scritto dal pastore protestante di Zurigo Kaspar Lavater, penso che nessuno si fiderebbe mai a mettere le cose o le persone che gli sono più care nelle mani di un qualche losco figuro con gli occhi torvi e iniettati di sangue, magari grasso come un maiale e con la barba unta.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma ciò, che è pur sempre un'evidenza, non può certo spingerci a credere che l'aspetto fisico ci condizioni così tanto da influenzare in maniera decisiva la nostra pur debole personalità. Quando andavo alle superiori, ad esempio, la ragazza di cui ero innamorato usciva con un ragazzo grosso, rozzo nei lineamenti e nei modi, goffo e francamente inguardabile, ma che aveva una sua rilevanza, una sua notorietà all'interno dell'istituto. Io ero una nullità, nell'istituto intendo, e di conseguenza mi sentivo inferiore a lui e di nessun interesse per le ragazze, sia esteriormente che interiormente, anche se l'interiorità era l'unica cosa che avrei salvato, di me. Dal momento che non la vedeva nessuno, potevo sempre pensare che se qualcuno prima o poi l'avesse scoperta, forse l'avrebbe anche potuta apprezzare. La salvavo col beneficio del dubbio, diciamo così. Soltanto ora, col senno di poi, posso dire con discreta certezza che pur non essendo particolarmente bello, non è stato l'aspetto fisico a condizionare le mie insicurezze negli anni seguenti. Altrimenti, se fossi stato solo un poco più brutto, brutto quanto il ragazzo che piaceva al mio amore immaginario del liceo, come sarei finito? Che fine avrei fatto? Non voglio neanche pensarci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quindi non posso che essere d'accordo con Georg Christoph Lichtenberg quando, confutando le teorie di Lavater, afferma che la fisiognomica non può essere neanche lontanamente considerata come una scienza dimostrabile, ma semmai come uno schema mentale che usiamo per semplificare la realtà che ci circonda. Riconoscendo nei volti che camminano intorno a noi ogni giorno i tratti del maiale grasso e cattivo, della volpe furba o del cammello malfattore, la nostra economia percettiva non potrà che beneficiarne. Anche se nel momento stesso in cui bisogna associare alle forme decifrate dei comportamenti, arrivano a sovrapporsi anche altri parametri. Come dovrò comportarmi con un eventuale islamico - cammello che mi chiede un'indicazione su come si usano i distributori di merendine in stazione? Dovrò chiamare un poliziotto gridando all'attentato? E se a una festa incontro una ragazza - faina che mi piace? Dovrò scartarla solo perché ha le labbra sottili?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Un disegno di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Le_Brun"&gt;Charles LeBrun&lt;/a&gt;, appassionato di fisiognomica&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/41.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;No, credo che alla fine non ricorrerò ai calcoli e alle misurazioni di Lavater o Lombroso, né alle magnifiche e deliranti intuizioni di Charles LeBrun, ma mi baserò su un insieme di concetti preesistenti che fanno parte sicuramente della società e della cultura in cui vivo, e in larga misura dipendono da criteri assolutamente personali. Se ad esempio ho avuto un'esperienza negativa con una ragazza dalle labbra sottili, sarò certamente prevenuto. Anche se questo, lo ammetto, finora non è bastato a tenermi lontano dal ripetere sempre gli stessi errori. Forse perché a qualsiasi volto, a qualsiasi voce, a qualsiasi umana caratteristica di una ragazza che mi piace si sovrappongono sempre, nella percezione che ho di lei, le fantasie e le aspirazioni ideali che si sono sedimentate per tutti questi anni nella mia mente, tanto che ho spesso pensato di aver amato sempre la stessa ragazza. Anche se evolveva, cresceva e pure cambiava di aspetto, a volte impercettibilmente e a volte in maniera più marcata, proprio come una persona viva, in carne ed ossa, ho avuto spesso l'impressione che la sua immagine reale esistesse solo nel mio cervello.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Ciascuno di noi, dal momento che non è in grado di comprendere un volto per intero, ne fa, per così dire, un estratto, ricavandolo in base alla propria collocazione nel mondo, alle proprie idee, ai propri interessi, al proprio umore e al proprio ingegno, e attribuendogli, secondo questo sistema, i significati più strani. »&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Georg Lichtenberg, Sulla fisiognomica; contro i fisionomi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/42.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.nonsolobiografie.it/biografia_georg_christoph_lichtenberg.html"&gt;Georg Lichtenberg&lt;/a&gt;, docente di fisica dell'Università di Göttingen verso la fine del '700, di fronte alle teorie di Lavater contrappose alla fisiognomica la scienza patognomica, che studia non l'influenza di alcune caratteristiche dell'esteriorità sulla personalità dell'individuo ma, al contrario, i continui cambiamenti del corpo dovuti al proprio stato emotivo. Rigirando un po', ma neanche troppo, questo assunto, si può dire che io faccia la stessa cosa, quando parlo delle mie esperienze sentimentali passate. Cerco di decifrare di volta in volta le modifiche che le mie emozioni inducono sul volto umano dell'amore ideale disegnato dalla mia immaginazione, con il sogno forse di trovare un giorno il segreto per riconoscerlo nella realtà, ottenendo la perfetta sovrapposizione dell'uno e dell'altro, di ciò che è fuori e di ciò che è dentro di me.&lt;br /&gt;So, come forse immaginava anche Lichtenberg, che si tratta di un'operazione difficile, faticosa e forse impossibile. Come sarebbe facile riconoscere quel volto da una piega delle labbra, dall'ampiezza della fronte, o dagli zigomi più o meno sporgenti... Il mio intenso e inarrestabile lavoro, invece, non mi dà nessun punto di riferimento preciso, nessuna certezza, come potevano esserlo le proporzioni di un volto per Lavater. La mia è una ricerca che presuppone l'interazione, l'incontro con un'altra persona. E come tutte le interazioni, e come tutti gli incontri, nasconde in sé le insidie dell'incomprensione, del dolore e dell'abbandono. Ma come potrei mai preferire un approccio che mi garantisce sì un risparmio della fatica percettiva e uno schema di riferimento sicuro, ma non è capace di spiegarmi fino in fondo perché una persona, che apparentemente neanche mi piace o che addirittura non ho neanche mai visto, è capace di sconvolgere ogni mia sensazione, ogni piccolo frammento della mia nuova vita nata dall'incontro con lei?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Alcuni casi studiati dal famoso medico, criminologo e collezionista Cesare Lombroso.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/43.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi non sono solo le riflessioni di Georg Lichtenberg ad allontanarci dalla convinzione che sia possibile conoscere l'interiorità dell'uomo attraverso l'analisi di alcune caratteristiche del suo aspetto esteriore. La psicanalisi, le storie nate su internet, la chirurgia estetica, la multirazzialità e l'incredibile varietà negli stili di vita delle persone rendono la fisiognomica assolutamente fuori moda, e credo giustamente. Il rapporto tra interno ed esterno appare ora quasi rovesciato. L'uomo ha molte più possibilità di fingere un'apparente normalità, di mascherare i difetti fisici e non, o di nasconderli. Può addirittura farne una propria forza, una peculiarità. Sono invece i turbamenti della psiche ad imporsi in tutta la loro pericolosità, senza che il corpo ne rechi tracce tangibili. Chissà cosa penserebbe oggi Lombroso, la cui testa dall'espressione corrucciata è conservata sotto formalina in un vaso di vetro, su uno scaffale dell'ormai smantellato (e purtroppo attualmente non visitabile) museo di antropologia criminale, a Torino. Chissà cosa direbbe anche Lavater, che nel '700 diede basi scientifiche allo studio del carattere in rapporto alla fisionomia, ed era un appassionato collezionista di ritratti di silhouettes, quei profili del corpo disegnati in nero su sfondo bianco che andavano tanto di moda all'epoca, e che lui riteneva utilissimi strumenti per capire le persone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Un esempio delle Silhouettes di Lavater, con alcune tracce della sua analisi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/44.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la mia ammirazione per Lichtenberg non si limita certo alla sua opera di confutazione delle tesi della fisiognomica, allora così in voga tra intellettuali e scrittori (Goethe e Balzac ne furono, pare, ammiratori). Né la stima che ho per lui è dovuta ai suoi pur sagaci e intelligenti aforismi. Il fatto è che poco tempo fa, sfogliando a casa di Fabio l'ultimo volume degli &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scritti&lt;/span&gt; di Walter Benjamin (1934 - 1937), ho trovato per caso una lettera di Lichtenberg (fa parte di una raccolta di lettere di intellettuali tedeschi del XVIII e del XIX secolo realizzata dallo stesso Benjamin). Era questa:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Lettera di Georg Cristoph Lichtenberg a G. C. Amelung.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Gottinga, inizio del 1783&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Mio amatissimo amico, &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;questa, io la chiamo davvero amicizia tedesca, carissimo. Mille grazie per il Suo ricordo! Non le ho risposto subito, e sa il cielo quel che ho passato! Ella è e dev'essere il primo a cui lo confido. L'estate scorsa, poco dopo la Sua ultima lettera, ho patito la più grave perdita della mia vita. Quel che io Le dico, non deve saperlo nessuno. Nel 1777 (i sette non servono proprio a nulla), conobbi una ragazza, figlia di gente di questa città, che aveva allora un po' più di tredici anni, nella mia vita non avevo mai visto un simile modello di dolcezza e di bellezza, sebbene abbia visto molto. Quando la vidi per la prima volta, si trovava in compagnia di altri cinque o sei a vender fiori ai passanti sui bastioni, come fanno qui i bambini. Mi offrì un mazzo, che acquistai. Avevo con me tre inglesi, che mangiavano e abitavano a casa mia. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;God almighty&lt;/span&gt;, disse uno, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;what a handsome girl this is&lt;/span&gt;. L'avevo notato anch'io e, sapendo che razza di Sodoma sia la nostra cittaducola, pensai seriamente di sottrarre a simile commercio quella splendida creatura. Le parlai finalmente a quattr'occhi e la pregai di venirmi a trovare; mi rispose che non andava in casa di un giovanotto. Ma quando sentì che ero un professore, venne un pomeriggio con sua madre. In una parola, smise di vendere fiori e stava tutto il giorno da me. Trovai allora che quel corpo splendido celava un'anima, quale da lungo tempo avevo cercato senza mai trovarla. Le insegnai a scrivere e a far di conto, e altre nozioni che, senza farne una svenevole saccentella, sviluppassero sempre più la sua intelligenza. I miei apparecchi di fisica, che mi son costati più di 1500 talleri, l'attirarono all'inizio per la loro lucentezza e alla fine l'usarli divenne il suo unico divertimento. La nostra conoscenza era ormai cresciuta in sommo grado. Andava via tardi e tornava col giorno, e per tutta la giornata si dava da fare a tenere in ordine la mia roba, dalla cravatta alla pompa pneumatica, e questo con una dolcezza angelica, quale non avrei mai pensato possibile. La conseguenza fu quella che Ella può indovinare: dalla Pasqua del 1870 rimase sempre da me. Questa vita le piaceva al punto che non scendeva le scale se non per andare in chiesa e a comunicarsi. Non c'era modo di allontanarla. Eravamo sempre insieme. Quando era in chiesa mi sembrava di esser rimasto privo degli occhi e di tutti i sensi. - In una parola - pur senza la benedizione pretesca (mi perdoni l'espressione, ottimo, carissimo amico) ella era mia moglie. Nè io potevo guardare senza commuovermi profondamente l'angelo che aveva contratto una simile unione. Che mi avesse sacrificato ogni cosa, senza forse sentirne tutta la gravità, mi era insopportabile. Perciò la facevo sedere alla mia tavola quando c'erano amici che pranzavano da me, le davo tutti gli abiti che la sua posizione richiedeva, e ogni giorno l'amavo di più. Era mio fermo proponimento unirmi con lei anche dinanzi al mondo, cosa che ella, con l'andar del tempo, prese talvolta a ricordarmi. Oh, gran Dio! Questa fanciulla divina mi è morta la sera del 4 agosto 1782, al calar del sole. Avevo chiamato i medici migliori, tutto è stato fatto, tutto quanto era possibile al mondo. Ci pensi su, carissimo amico, e mi permetta di chiudere qui. Non mi è possibile continuare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;G. C. Lichtenberg&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;A parte il linguaggio apparentemente formale dell'epoca, o forse proprio grazie ad esso, la trovo una perfetta rappresentazione di quanto sia fragile e inafferrabile la felicità, a questo mondo. Passiamo una vita intera a chiederci come raggiungerla, ad arrovellarci sul senso stesso della nostra vita, e quando riusciamo ad afferrarne un brandello, uno soltanto, non ci rendiamo conto di come, in un brevissimo istante, possa sfuggirci via dalle mani. La tentazione di sedersi su una sedia a guardare gli altri vivere è forte ma, con il richiamo di una sensuale sirena, ad ogni angolo la vita torna continuamente ad avvilupparci nei suoi gorghi violenti, portandoci chissà dove.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/45.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113710678444495953?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113710678444495953/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113710678444495953&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113710678444495953'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113710678444495953'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2006/01/dalla-cravatta-alla-pompa-pneumatica.html' title='Dalla cravatta alla pompa pneumatica'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113658140570672790</id><published>2006-01-06T21:52:00.003+01:00</published><updated>2012-01-04T15:08:40.017+01:00</updated><title type='text'>Anyway that you want me</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non potevo trovare modo migliore per iniziare l'anno, devo ammetterlo. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Me and you and everyone i know&lt;/span&gt; è uno di quei film che ti fa guardare la vita in un altro modo, un po' come quando ti innamori. Quello che prima era brutto diventa bello, e se prima ti sentivi uno sfigato e non vedevi l'ora di andare a dormire, dopo averlo visto ti senti in grado di fare progetti per almeno i prossimi vent'anni. Film come questi sono rari, preziosi, e vanno tenuti da conto, rivisti e fatti vedere a chi conosciamo e anche a chi non conosciamo, ma vorremmo ci capisse un po' più da vicino. Perché la bellezza di questo film è nel suo sguardo, nel modo in cui si avvicina alle persone, nell'amore con cui le segue passo passo...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non posso dire tutte le cose a cui ho pensato, mentre lo guardavo. Dopo un lungo periodo di disillusioni non è certo più mia intenzione parlare d'amore (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;e pensi che qualcuno ti creda?&lt;/span&gt;), né tantomeno scriverne. D'altra parte è più o meno dal 2002 che nessuno mi dice &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti amo&lt;/span&gt;, neanche per scherzo. Però c'è una sequenza in particolare che mi è rimasta particolarmente impressa nella mente, e che rappresenta al tempo stesso il senso del film, dei &lt;span style="font-style: italic;"&gt;ti amo&lt;/span&gt; che non mi hanno detto e della mia vita in generale. Avrei potuto sceglierne anche altre, ma ho scelto questa, forse perché mi ricorda &lt;a href="http://pingu.splinder.com/post/2396536"&gt;un altro film&lt;/a&gt; che ho amato tanto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Stavo pensando... Una volta potresti venire da me...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/46.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Possiamo farlo subito.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img style="font-style: italic;" src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/47.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vuoi dire... Subito subito?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/48.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/49.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ci sono certi momenti nella vita in cui bisogna accettare anche di farsi del male. Una vita è fatta di cose, luoghi, persone che si avvicinano e si allontanano. Ma invece di accettarlo, ogni tanto abbiamo l'impressione di buttarci in un baratro senza fine, e chissà, magari è proprio così. Però forse al posto del baratro dovremmo pensare che è come provare un paio di scarpe nuove perché abbiamo mal di piedi. &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Può darsi che ci aiuti a togliere il dolore&lt;/span&gt;, come direbbe qualcuno, ma può anche darsi che non siano solo le scarpe il problema. Magari uno sente male perché ha le caviglie troppo basse, o chissà quale altro difetto ai piedi. L'importante è trovare qualcuno che ti ascolta, e cerca di fare qualcosa per te. Altrimenti rischiamo di cercare cose che non esistono.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;If it's love that you want&lt;br /&gt;Baby you got it&lt;br /&gt;From the depth of my soul&lt;br /&gt;Baby you got it&lt;br /&gt;I've been watching you&lt;br /&gt;Am I loving you in vain&lt;br /&gt;Girl there's no need to explain&lt;br /&gt;Anyway that you want me&lt;br /&gt;Anyway that you'll take me&lt;br /&gt;Anyway that you'll make me feel a part of you&lt;br /&gt;Anyway at all&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Chip Taylor, Jason Pierce)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113658140570672790?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113658140570672790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113658140570672790&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113658140570672790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113658140570672790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2006/01/anyway-that-you-want-me.html' title='Anyway that you want me'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113599526049628442</id><published>2005-12-31T03:09:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T15:12:28.240+01:00</updated><title type='text'>Ciò che rimane</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non è facile ricordare un anno per immagini. Intanto bisogna considerare che uno non porta sempre appresso la macchina fotografica, e tutto sommato è meglio così. Infatti la mania del fermare una sensazione con una foto, mania imperante con l'avvento delle macchinette digitali, se portata all'eccesso riesce a rovinare, più che immortalare, delle situazioni perfette proprio per la loro fragile provvisorietà. I momenti più belli della mia vita non li ho mai fotografati, qualcosa vorrà pur dire. Una foto ricordo, per quanto poetica, è sempre almeno in parte cronaca di vita, e quindi conserva e conserverà sempre un legame con la realtà. Mi viene in mente una frase di Simone Weil, da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'ombra e la grazia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Ciò che è reale nella percezione e la distingue dal sogno, non è la serie delle sensazioni, bensì la necessità involta in quelle sensazioni. « Perché queste cose e non altre? » &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;« È così »&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il ricordo invece, col passare degli anni, può perdere magari non tutto, ma molto del contatto con la realtà che l'ha originato, fino a diventare qualcos'altro. E così spesso se provo a pensare a una ragazza che ho amato e che non vedo da tempo, riesco a immaginarla bella come una dea, nuda di una purezza virginale, sensuale come il peccato. Se invece guardo una sua foto, posso invece accorgermi di una smorfia che mi ricorda il giorno in cui litigammo, o il giorno in cui mi disse addio. Posso ricordarmi di quanto fu umiliante un'attesa, o un'insistenza da parte mia. O posso pensare al momento in cui, guardandola, capii che il mondo aveva smesso di girare intorno a lei. Le foto vivono di questo scarto tra l'immaginazione che evocano e la realtà da cui hanno avuto origine, senza avere né la perfezione dell'una, né la crudezza dell'altra. Ma pur nella negazione della loro perfettibilità, così terrena, posseggono spesso l'intrinseca bellezza dell'attimo che sfugge. E spesso ti ritrovi ad essere felice che ci sia ancora quel brandello di realtà che ti lega a un ricordo lontano, che ti fa credere che è tutto vero.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per questi e per molti altri motivi oggi, mentre riordinavo le foto di quest'anno, ne ho scelte 10 per rappresentare il mio 2005. Le ho divise in categorie, forse per aiutarmi a decidere quali escludere e quali no. E iniziando per gioco, ad ognuna ho associato una frase tratta dai libri che mi sono piaciuti di più quest'anno.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204); font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;Amicizia&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(0, 0, 255);font-family:Arial;" &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Quanti giovani talenti confinati in una soffitta languiscono e muoiono per mancanza di un amico, di una donna che li consoli, in mezzo a milioni di esseri, alla presenza di una folla che è sazia di oro e si annoia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;br /&gt;Honoré de Balzac, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La pelle di zigrino&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Sul divano del mio vecchio appartamento torinese : io scrivo un sms con aria annoiata&lt;br /&gt;e Michele prende appunti con la penna luminosa sulle canzoni&lt;br /&gt;da includere in una compilation che non finiremo mai...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/29.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Diego in posa hitchcockiana, nella sua tenuta invernale antifreddo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/30.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);font-size:130%;" &gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Paesaggi&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Élisa lottò contro quella oscurità morta, cercò di respingere quella notte, evocò con tutte le sue forze qualche immagine capace di rassicurarla. Un prato fiorito in primavera... una strada di campagna dove passano gli operai, fischiando e cantando in una giornata tutta azzurra... una finestra aperta sull'estate trionfante... La vita...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Un soffio vivente le sfiorò la fronte, una sensazione dolcissima pervase il suo corpo. Sentì, intatta, la speranza che teneva celata nel profondo dell'anima. Si riaddormentò, con il cuore proteso verso una felicità possibile.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);"&gt;Madeleine Bourdouxhe, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La donna di Gilles&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Le dolci e ospitali colline di Colle Umberto (Treviso).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/31.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il bellissimo tramonto della città color ocra di Roussillon, in Provenza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/32.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204); font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;Malinconia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dobbiamo dire: « Purtroppo », o dobbiamo dire: « Fortunatamente il nostro dolore non ha lunga durata? » Io parlo del dolore assai profondo, di quello che attinge alle fonti della vita e che s'unisce tanto strettamente al caro essere perduto, che non lo considera più perduto e adempie per tutta la vita una missione, dedicandosi alla sua immagine, finché i limiti, scomparsi per lui, non siano scomparsi anche per noi. In verità gli uomini buoni non smettono mai tale missione, ma il dolore non è più quello di prima. Nuove, estranee immagini vi sono intromesse: apprendiamo che tutte le cose terrene sono caduche, perfino il nostro dolore, e dobbiamo quindi dire: « Purtroppo il nostro dolore non ha lunga durata! »&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;Friedrich de la Motte Fouqué, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ondina&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Un particolare del cimitero degli Inglesi, a Roma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/33.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Un punto - che mai potrò dimenticare - del cancello che circonda il Colle Palatino, a Roma.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/34.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; color: rgb(102, 102, 204);font-size:130%;" &gt;Ricordi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;Scopre di non saper niente di lei, né il nome, né l'indirizzo, né ciò che fa in questa città in cui lo ha incontrato. Lei dice: è troppo tardi adesso per saperlo, saperlo o no sarebbe uguale. Dice: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;« &lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;Sono ormai come voi, alla fine di una lunga e misteriosa sofferenza di cui non so la ragione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;Marguerite Duras, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Occhi blu capelli neri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Il pesciolino Nemo che sta sopra il mio monitor.&lt;br /&gt;Si sono perse invece le tracce del pupazzo di Dory, chissà dov'è finito...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/35.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Pingu e la scarpetta di Cenerentola.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;L'immagine con cui si chiuse il mio vecchio blog, e una ricerca vana.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/36.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:130%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 204);"&gt;Ciò che rimane&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;Si ha tutto quello che si vuole, ma non si ha niente se non lo si vuole. Io non posso volere, non posso nemmeno desiderare. Per esempio, tutte le donne che sono qui, non posso desiderarle, mi fanno paura, paura. Davanti alle donne ho la stessa paura che al fronte, durante la guerra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;br /&gt;Pierre Drieu La Rochelle, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fuoco Fatuo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Nelle vesti di testimone di nozze del mio amico Fabio.&lt;br /&gt;Da notare la bandiera cubana sullo sfondo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/37.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;In vacanza con Diego (dietro l'obiettivo) e Martina sul ponte di Avignone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/38.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;In un anno intero, anche se non ho risolto i problemi della mia vita, oggi non sono riuscito a trovare nulla di negativo. Ho conosciuto tante persone, e spero di non averne persa per strada neppure una. Non ho mai pianto, mi sono commosso, sono stato felice... non certo per merito mio, ma di chi ho avuto vicino. E ogni volta che per qualche motivo sono depresso, o triste, vado a rileggere un vecchio sms che mi ha mandato Diego, il 19 luglio scorso: « L'unica istituzione sicura è la morte. Quando torni in Friuli? ». Se ho imparato qualcosa, quest'anno, è che dovunque c'è una persona che mi vuole bene, mi sento a casa. E non è una scoperta da poco...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113599526049628442?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113599526049628442/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113599526049628442&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113599526049628442'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113599526049628442'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2005/12/ci-che-rimane.html' title='Ciò che rimane'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113555042478930011</id><published>2005-12-25T23:34:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T15:14:05.740+01:00</updated><title type='text'>Santa Claus is coming to town</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il periodo natalizio, che per qualcuno si addice alle riflessioni più intime, è per gli animi inclini all'ascesi e alla meditazione il momento in cui il pensiero di sé lascia il posto a una vocazione ecumenica, che vorrebbe farsi carico dei problemi dell'umanità intera. La quotidianità, con il suo grigio ripetersi, tiene spesso gli altri a una distanza di sicurezza. Non troppo lontani, certo, ma abbastanza per non confondermi con loro. Io ho un sacco di tempo libero e nessuno, o nessun modo con cui trascorrerlo. Altri avrebbero mille cose da fare, e mille persone con cui farle, ma non ne hanno il tempo. Strano, questo maledetto tempo appare come una di quelle risorse tanto preziose per qualcuno quanto inutili per altri, come l'acqua o l'energia elettrica. Ma qui il rapporto quasi sempre si rovescia, ed è meno felice chi ne ha tanto da non saper che farsene, di tempo. A Natale, dicevo, questa distanza si assottiglia, e tutta la gente si riversa festante per le strade, a intasare le strade e i negozi, a bere aperitivi in locali orrendi, a comprare regali, e per forza di cose te la senti più vicina. Anche io del resto giro per le strade, spendo soldi, compro un sacco di oggetti inutili. Ma è poi, quando la sera ritorno nella mia mansarda, che mi rendo conto dell'abisso che mi separa dal conoscere le persone che mi circondano. E cresce in me il desiderio di stabilire un contatto con il tizio in fuoristrada a cui ho pivettato prima mentre ero in coda al semaforo, o con quell'altro che cercava di superarmi al bancone del bar mentre ordinavo una birra, pur essendo arrivato 10 minuti dopo di me.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non crediate sia vanagloria, o desiderio narcisistico di mettersi in mostra, di specchiarsi nel riflesso di quanto si è belli, bravi e intelligenti. In certi momenti sento di essere animato da pura, semplice filantropia. La stessa che ostento quando ad esempio suono il clacson a qualcuno che ha girato senza mettere la freccia, per scuotere in qualche modo la sua coscienza, per fargli sentire che esisto anch'io. Ma non vorrei che con questa premessa i miei gesti di avvicinamento verso gli altri sembrassero in qualche modo frutto della premeditazione, o di una capziosa benevolenza. Sono invece comportamenti assolutamente istintivi, frutto di concatenazioni di eventi imprevedibili e, in quanto tali, difficilmente ripetibili, proprio come è successo ieri sera, la vigilia di Natale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Verso la mezzanotte ero a casa del mio amico Diego (d'ora in avanti userò questo pseudonimo per garantire il suo anonimato), e dopo aver aspettato che, come ogni anno, si svolgesse tra lui e i suoi familiari la festosa cerimonia di apertura dei regali, gli ho consegnato il mio pacchetto. Il suo sguardo di disapprovazione nell'aprirlo diceva già tutto, ma c'era come una sottile intesa tra i nostri occhi, che lo spingeva a non sottrarsi al dovere che quel regalo implicava. Il dovere di un soldato che riceve una chiamata, o un incarico importante. Non è la bramosia di medaglie a spingerlo al sacrificio di sé e dei propri affetti, ma è un'abnegazione che ha radici profonde nella cultura militare, ma soprattutto nel sentimento di appartenenza a una comunità di cui condivide appieno gli ideali più profondi. E così, come un antico cavaliere che si prepara alla battaglia, con gesti lenti e studiati che ricordavano qualche oscuro cerimoniale esoterico, ha cominciato a scartare e ad aprire ogni singolo pezzo incluso nel mio pacco regalo. Si è infilato un paio di pantaloni rossi, ha legato un cuscino alla vita con una cintura di plastica, nera, con la fibbia anch'essa di plastica, ma bianca. Ha indossato una giacca rossa, un cappello rosso, una barba finta, gli occhiali da sole, e si è trasformato in Babbo Natale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/20.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ancora non era chiaro, alle nostre menti di esseri umani limitati, il disegno divino che da quell'apparizione stava prendendo corpo. Ma la Provvidenza assiste gli uomini di buona volontà, e in questo caso aveva le sembianze di una bandiera americana. Una bandiera bella grande, di quelle che sventolano sui pennoni delle ambasciate, per intenderci, con tutte le 50 piccole stelle bianche a cinque punte al loro posto. L'avevo trovata quando vivevo a Torino, la scorsa primavera. Un giorno avevo notato un cartello nell'atrio della stazione di Porta Nuova, che annunciava un'asta di oggetti dimenticati sui treni. Mi segnai la data, e il giorno convenuto (ma anche i giorni seguenti) mi presentai all'appuntamento con la sorte.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ogni giorno per una settimana una decina di persone, e ogni tanto qualche barbone, si davano appuntamento in un locale dietro la stazione, dove un banditore delle ferrovie, che si vantava d'aver partecipato come concorrente a &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ok il prezzo è giusto&lt;/span&gt;, simpaticamente intratteneva i suoi ospiti e batteva i vari pezzi di quest'asta strampalata. Ogni tanto arrivava qualche studente, ma io di solito ero sempre il più giovane, tanto che il banditore m'aveva preso in simpatia e spesso si rivolgeva a me in tono confidenziale: "Giovane, la vogliamo prendere o no questa valigia? Magari ci trova dentro un portatile, dei libri, dei cd, e io gliela posso fare a... vediamo... vanno bene tre euro?". C'era una signora che un giorno arrivò e cominciò a prendere un oggetto dopo l'altro, fino a spendere circa 50 euro, e se ne andò piena di valigie e con una bellissima statuina d'argento che rappresentava un cavallo imbizzarrito, gliela invidai molto. C'era una specie di barbone che si era fatto convincere dal banditore a prendere una valigia per la folle cifra di 20 euro! Per riuscire a piazzarla a quel prezzo, l'impiegato delle ferrovie continuava a sbirciarci dentro, e ripeteva: "Mamma mia, qui dentro c'è un tesoro, io questa a meno di 20 euro non ve la do, e vi assicuro che ne vale dieci volte tanto!". Il vecchietto, dopo lunghi minuti di tensione e silenzio, si decise a spendere tutto ciò che aveva nel portafogli, e ci trovò dentro circa 300 cd (senza naturalmente il marchio SIAE). Doveva essere la valigia di qualche venditore ambulante, che magari l'aveva abbandonata sul treno durante qualche controllo della polizia ferroviaria. Mi avvicinai a sbirciare anch'io, capitava spesso che ci facessimo vedere l'un l'altro, per curiosità, le nostre conquiste, maledicendo una valigia che ci eravamo fatti sfuggire oppure, al contrario, contenti di non aver buttato via qualche euro prezioso, che continuava a nutrire la speranza nel grande affare che ognuno di noi, lo ammettesse o no, sognava di fare. In quella valigia c'erano decine e decine di copie del cd del Festivalbar, di Elisa, e di altri 3 o 4 titoli abbastanza commerciali. Quel poveretto non poteva farsene niente. Me la offrì a 50 euro, poi scese fino a 20, io ero giovane e magari potevo rivenderli, quei cd, ma non me la sono sentita. Gli consigliai di andare al mercato di Porta Palazzo, il sabato, e di cercare qualche marocchino a cui piazzare l'intera valigia. Ma gli dissi anche di stare attento alla polizia, quella era roba che scotta. La richiuse subito e se ne andò in fretta senza dire niente, solo un saluto nervoso. I due poliziotti della Polfer che vigilavano sull'asta avevano già cominciato a guardarlo con sospetto.&lt;br /&gt;Un altro signore, sui 40 anni, poco dopo si aggiudicò un misterioso scatolone di cartone, abbastanza pesante. Non si poteva vedere prima cosa conteneva, ma si poteva sentire quanto pesava, e più una borsa era pesante e più era possibile che contenesse oggetti preziosi. In questo caso si scoprì che conteneva i costumi di una spogliarellista: parrucche dalle fogge più strane, perizomi di paillettes con i colori della bandiera brasiliana, scialli, zeppe, reggicalze, vestitini improbabili... L'uomo, deluso per l'ennesima volta, se ne andò poco dopo, abbandonando lì lo scatolone. Altri allora si avvicinarono, per vedere se c'era qualcosa di interessante, ma nessuno prese nulla. Anch'io, incuriosito, mi avvicinai, e frugando e frugando decisi di tenermi una bellissima bandiera americana e un perizoma di paillettes con gli stessi colori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/21.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Alla fine lasciai lì il perizoma, con gli indumenti intimi non si sa mai, ma alla bandiera ormai mi ero affezionato, e la portai prima nel mio appartamento a Torino, poi a casa, dove, non sapendo che farmene, finì appesa in bagno. Mia mamma mi ha spesso domandato quale fosse il motivo per cui tenevo una bandiera americana appesa in bagno. Io ogni volta le rispondevo, laconico: "Mi concilia l'attività intestinale", e alla fine mi sono proprio convinto che sia così.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/22.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche a Diego è piaciuta subito, quella bandiera. Forse perché, in questi tempi di guerra, da simbolo di liberazione è diventata l'opposto e, richiamando gli opposti, ha il fascino delle cose controverse. Ricordo i racconti di mia nonna sulla liberazione. Ricordo da piccolo al cinema Rocky Balboa con la bandiera americana sulle spalle. Ricordo Robert Mitchum nel film più bello sullo sbarco in Normandia, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il giorno più lungo&lt;/span&gt;. Per questo non riesco, nonostante ci siano tante ottime ragioni, ad associare la mia idea di America alla violenza, all'imperialismo, al male. E la cosa che mi affascina della bandiera americana è che di volta in volta ognuno può attribuirci il suo significato, che spesso è inconciliabile con il significato ad essa attribuito da altri. Liberazione e oppressione, guerra e libertà, morte e progresso. Ma in base a che cosa, da noi, prevale l'uno o l'altro significato? Riflettevamo su questo, io e Diego, un giorno in cui la squadra della nostra città vinse una partita di calcio importante, ma questo particolare ci interessava relativamente. Con tutta la gente per le strade a festeggiare, però, l'occasione era ghiotta per avere una conferma delle nostre opinioni. Così andammo in giro in macchina ascoltando a tutto volume l'inno dei marines e sventolando dai finestrini aperti la bandiera americana al posto di quella della squadra, che sventolavano tutti gli altri. La reazione quella volta fu positiva, e la maggior parte della gente applaudiva o gridava frasi di approvazione, credo senza capire il motivo per cui stavamo festeggiando la vittoria di una squadra di calcio a quel modo. Ma fu in quel momento che ci accorgemmo che la bandiera americana, da noi, è un simbolo che ormai richiama le ideologie di chi un tempo fu suo nemico. Non richiama alla mente Robert Mitchum che sbarca sul continente per liberarlo dall'oppressore nazista, non fa pensare a Rocky Balboa e agli altri eroi che hanno contribuito al mito americano. Ora pare che faccia pensare solo a Bush, alla guerra e a Mac Donald. Così tanto è cambiata la faccia dell'America? E tutto questo rende giustizia agli ultimi 50 anni della nostra storia e della nostra cultura? Qui c'era, in nuce, la tesi che avremmo dovuto dimostrare, ma allora era troppo problematico fare delle interviste per strada, a causa del chiasso dei clacson e dell'inno dei marines a tutto volume. La questione però si è riproposta in tutta la sua attualità quando ieri sera Diego, vestito da Babbo Natale, mi ha detto: "Andiamo a casa tua a prendere la bandiera americana?". Ho subito capito cosa intendeva fare, e così siamo andati a casa mia, ho preso la bandiera e la graffettatrice per pinzargli la barba bianca che già si era rotta, e siamo andati in centro a festeggiare il Natale, ma soprattutto a cercare delle risposte concrete, in mezzo alla gente. Mi dispiaceva lasciare il mio amico da solo bardato a quel modo, ma forse era giusto così: lui era l'esca, e io prendevo appunti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/23.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;All'inizio, passando nella zona dei bar notturni più alla moda di Udine, la situazione pareva sotto controllo. Sguardi divertiti, ma comunque di tacita approvazione. Anche qualche saluto, al quale Diego, con l'andatura barcollante a causa del cuscino sulla pancia, rispondeva con degli "Oh! Oh! Oh!" gridati con voce baritonale, da Babbo Natale. Fu con l'approssimarsi dei locali dove si riunisce una non meglio precisata gioventù di sinistra (categorizzazione ultragenerica che riunisce rapper drogati, giovani alternativi, pseudo intellettuali e alcolizzati di vario genere) che iniziarono i problemi. Gente che non si reggeva in piedi ma aveva la forza di insultare una persona solo perché era vestita da Babbo Natale texano con baffi, Ray Ban e una bandiera americana sulle spalle. Gente che non capiva (e davvero non capiva!) neanche che il cuscino era finto e accusava il malcapitato di essere grasso e schifoso a causa della sua alimentazione da depravato filoamericano del sud porco sionista alleato degli israeliani (la questione israeliana, inserita nella nostra indagine, aumenta ancora di più le implicazioni-complicazioni del significato della bandiera, a tal punto che è davvero difficile non perdere il filo della matassa). La rissa è stata solo lontanamente sfiorata, comunque, ma spostandoci da un locale di sinistra a un altro, la reazione è stata la stessa. A parte qualche illuminato, che riusciva a cogliere il fatto che una persona che si veste da Babbo Natale obeso con i Ray Ban e una bandiera americana sulle spalle non lo fa sul serio o per lanciare chissà quale messaggio politico, gli altri avevano tutti un atteggiamento ostile, sfociato in numerose richieste di consegnare loro la bandiera per poterla bruciare sul posto, neanche fossimo a Baghdad! Là immagino che non sia consigliabile fare certe, pur ironiche, provocazioni, ma in una sonnolenta città di provincia del Nordest... Un arabo la cui famiglia è stata sterminata dal fosforo bianco usato dall'esercito americano può anche non cogliere che quella bandiera è solo una presa per il culo, ma un italiano mediamente istruito (si spera) deve proprio essere sprovvisto di senso dell'umorismo per scambiare un povero Babbo Natale ciccione per un guerrafondaio o un violento prevaricatore. Eppure in molti, ragazzi e ragazze (una ragazza molto fine ha chiesto a Diego la sua barba bianca per potersi pulire il culo), hanno dimostrato una tale ostilità, che quando ci siamo trovati a tirare le conclusioni della nostra indagine, alle 5 del mattino e dopo qualche montenegro di troppo, sembravamo quasi Berlusconi: "Se sono questi, i ragazzi di sinistra con cui ci si deve confrontare, siamo proprio messi male!"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/24.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;L'unica consolazione era che i soggetti peggiori si sono rivelati non più di 4 o 5, ma la maggioranza silenziosa che guardava quel Babbo Natale americano di sottecchi, siamo sicuri che fosse assolutamente neutrale nei suoi confronti? E siamo sicuri che questa neutralità non fosse menefreghismo o - parola abbietta - indifferenza? Con questo interrogativo, ci siamo avviati verso la macchina. Diego, che era partito all'inizio della serata con l'entusiasmo di chi ha ben chiaro che deve difendere qualcosa, anche se non sa bene cosa, tornava a casa senza aver avuto le sue risposte. Io, il freddo e razionale uomo di scienza, ero orgoglioso di come si era difeso dalle accuse, e della fiera baldanza con cui aveva portato quel pesante fardello di libertà sulle spalle, ma non sapevo se essere più contento perché la bandiera tornava a casa sana e salva senza neanche una bruciatura di sigaretta, o più scontento perché avevo ancora una volta constatato la mia diversità e la mia incomunicabilità sia con la gente che ha una generica ideologia di destra, sia con quella che ha una generica ideologia di sinistra. Immersi nei nostri pensieri, ci siamo fermati a riflettere davanti a un cassone dell'immondizia, simbolo dei reietti e dei rifiutati tanto da essere stato più di una volta, per un crudele paradosso, l'ultima dimora di chi aveva già perso tutto. In un mondo in cui i valori e la politica servono solo per mettersi l'uno contro l'altro, è normale che i più deboli siano trattati spesso alla stregua di oggetti e non di persone, e quindi, come in un normale ciclo di produzione che non si ferma mai, possano subire anche il triste destino dell'essere buttati via senza che nessuno se ne accorga. E io, ieri notte, ero talmente stanco e avvilito che non mi ero accorto del gesto estremo tentato dal mio caro amico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/25.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ma la sua pancia, ingrassata enormemente a furia di hamburger, patatine e coca cola, per fortuna gli impedì di compiere quel gesto estremo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/26.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E alla fine cadde a terra, esausto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/27.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Mentre mi avvicinavo prontamente per soccorrerlo, con parole che non ricordo cercai di infondergli fiducia in un domani migliore, pur non credendoci neanch'io più di tanto. Il suo animo si rasserenò un poco, quando gli dissi che quella non era la sua vita, era stato solo un esperimento per capire come mai ci sono tutte queste distanze, tra giovani che vivono le stesse vite negli stessi posti. E per capire come mai ci sono così tante distanze tra noi e tutti loro. Anche se non me l'aveva fatta, intuivo però dai suoi occhi l'innocente domanda: "Ma noi allora con quali persone possiamo identificarci, a quale gruppo apparteniamo?", e nella mia ingenuità non sapevo rispondere. Mi misi a riflettere un attimo e gli dissi: "Prova a pensare a Spiderman, a Batman, a Rambo, loro sono stati spesso osteggiati dalla società a cui facevano del bene, eppure alla fine chi ha avuto ragione? Eh? Ed erano tutti americani". Non so perché dissi quest'ultima frase, visto che noi non eravamo americani. Forse perché volevo che recuperasse un po' della fierezza, della sicurezza in sé che aveva dimostrato di avere con quella bandiera sulle spalle. Lui ci pensò su, si alzò da terra e sembrò risollevato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;"Spesso i veri eroi si trovano a dover combattere da soli"&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non ricordo chi dei due le pronunciò, ma furono le ultime parole che sentii, prima di andare a dormire. Fuori dalle case brillavano le luci natalizie, e di lì a poco i bambini si sarebbero svegliati e avrebbero aperto i loro regali. E sicuramente Babbo Natale, ancora una volta, ce l'aveva fatta a consegnare tutti i regali in tempo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/28.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113555042478930011?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113555042478930011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113555042478930011&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113555042478930011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113555042478930011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2005/12/santa-claus-is-coming-to-town.html' title='Santa Claus is coming to town'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113442860402276355</id><published>2005-12-12T23:55:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T15:15:04.786+01:00</updated><title type='text'>Vuoi venire al ballo con me?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; « Egli credeva che un'anima sorella&lt;br /&gt;dovesse unirsi a lui;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;che deperendo tristamente&lt;br /&gt;essa lo aspettava ogni giorno; »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:78%;" &gt;(Alexandr Puskin, dall'Eugenio Onegin)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando ero più giovane, lo credevo anch'io. E pensavo che, se il destino aveva già deciso per me chi fosse l'anima gemella che tanto desideravo, continuare ad aspettare era solo un inutile spreco di tempo. Se è già scritto che sia lei, ci deve pur essere un modo per saperlo in tempo utile! Uno dei miei sogni più ricorrenti (e quando dico ricorrenti, vuol dire che davvero li ho sognati più volte) era l'apparizione di una scatoletta nera che aveva un display con i led rossi, tipo quelle radiosveglie che davano in regalo con gli abbonamenti alle riviste, o nei fustini del detersivo. Armeggiandoci ogni volta in maniera diversa, il risultato era lo stesso: quella macchinetta era in grado, inserite le giuste coordinate, di far apparire sul display il nome della persona con cui avrei passato il resto della vita. Semplice, economico e funzionale, altro che oroscopi! Il problema era che il risultato non diceva anche chi fosse quella persona, diceva sempre e solo il nome. E quindi potevo solo fare la mia vita e appena mi si presentava una ragazza che, facciamo un esempio, si chiamava Chiara (mio grande amore immaginato dell'epoca) allora io drizzavo le antenne e cambiavo comportamento, perché sapevo che una Chiara, prima o poi, doveva essere. Sarebbe comodo poter fare una prima scrematura così, invece di usare criteri che sono spesso molto meno razionali di un nome, quando mi domando se una ragazza mi piace o è adatta a me. Se ho un'anima gemella che ora sta deperendo tristemente perché tardo ad arrivare, è colpa mia? Certo che se &lt;span style="font-style: italic;"&gt;lei &lt;/span&gt;si affida alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;mia&lt;/span&gt; tempestività, temo che ci incontreremo quando sarò alla soglia della pensione, se va bene.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/15.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Anche in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon Dynamite&lt;/span&gt; i personaggi principali sono tutti alla ricerca della loro anima gemella. Ma è una ricerca confusa, sconclusionata, poco convinta. Il filone dei filmetti americani ambientati nei licei (o college che siano) ha sempre riscosso in me grandi entusiasmi. C'è il nuovo arrivato, osteggiato da tutti, che conquista la ragazza del bullo che gioca nella squadra di football della scuola, ci sono i nerds che si vendicano degli scherzi subiti elaborandone altri ancora peggiori, c'è la festa di fine anno dove non sai mai chi invitare, e alla fine le cose finiscono sempre in maniera diversa da com'erano iniziate (di solito bene). Un mondo pieno zeppo di stereotipi, e forse per questo in qualche maniera sempre coinvolgente, anche per chi come me non ha mai dovuto invitare una ragazza a un ballo di fine anno (e dio solo sa quanto avrei voluto!). &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon Dynamite&lt;/span&gt; è una summa del genere, riletto in maniera bizzarra e trasversale, pieno zeppo di inesattezze, sbavature, momenti morti, eppure nelle sue imperfezioni autenticamente giovanile. Ma soprattutto, ieri sera mi ha fatto ridere dall'inizio alla fine.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Ti hanno detto che c'è il ballo?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: Si.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Hai già conosciuto una da invitare?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: No, ma lo farò dopo la scuola.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Ma a chi lo chiedi...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: A quella laggiù.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Summer Weathly? E come pensi di convincerla?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: Forse le faccio una torta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/16.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Insomma, nessuno uscirà con me.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: Non l'hai chiesto a nessuna.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: No, a che servirebbe, non ho capacità particolari.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: Che cosa vuol dire?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Sai, del tipo saper usare il nunchaku, poi cacciare con l'arco, e anche fare l'hacker in rete.&lt;br /&gt;Le ragazze vogliono ragazzi con grandi qualità.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: Ma tu non sei piuttosto bravo a disegnare animali, guerrieri...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Si, sono il migliore che ho mai conosciuto.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pedro&lt;/span&gt;: Allora disegna il ritratto della ragazza che vuoi invitare e daglielo come se fosse un regalo, capito?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Napoleon&lt;/span&gt;: Non è una cattiva idea...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/17.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il sentirmi sempre un po' escluso dal gruppo di quelli che si divertono, che non hanno problemi, che agiscono prima di pensare, mi ha portato a un diversa maniera di vivere e intendere i rapporti con gli altri. Non sono mai stato convinto delle mie potenzialità, sempre che ne abbia, e per questo senso di inadeguatezza o per semplice empatia ho sempre preferito le persone che sembravano avere qualcosa che non andava. Questo non mi ha salvato dalle delusioni, ma mi ha fatto capire quanto le cose più belle che possiamo trovare negli altri siano quelle che spesso non vengono messe in mostra. Perché sono cose che non ci rendiamo neanche conto di avere, finché non le tiriamo fuori spinti da qualcuno o qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/18.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I piccoli segreti che riesco talvolta a scoprire e che rendono speciale qualcuno ai miei occhi, forse renderanno speciale anche me agli occhi di qualcun altro, un giorno o l'altro. E la mia anima gemella, invece di deperire tristemente nella mia attesa, spero che prima o poi si decida a guardarmi orgogliosa, mentre cerco a mio modo di farmi riconoscere, e trovare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/19.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113442860402276355?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113442860402276355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113442860402276355&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113442860402276355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113442860402276355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2005/12/vuoi-venire-al-ballo-con-me.html' title='Vuoi venire al ballo con me?'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113399931974746298</id><published>2005-12-08T00:17:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T15:16:08.072+01:00</updated><title type='text'>Esegesi di una compilation</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quando un giorno dovrò descrivere la mia giovinezza, che immagini userò? Quali parole abusate faranno eco sulle pareti della mia stanza? Parlerò di quando cantavo &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Let Down&lt;/span&gt; mentre tornavo a casa in macchina, nella notte più importante della mia vita? O dirò delle sere selvagge nell'appartamento di Via Belpoggio, a Trieste? No, forse questo no. Che insegnamento potrebbero trarre i miei figli da un padre che si dedicava ad atti di vandalismo gratuiti, ubriaco, nella stessa casa in cui abitava? Cosa potrebbero imparare da un genitore che tanti anni prima, ebbro di desiderio, non riusciva a distinguere il suo bisogno di tenerezza dalla sua fame di sesso?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/10.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Gli anni dal '96 al 2000 sono stati a tutti gli effetti quelli della mia giovinezza. A vent'anni infatti avevo trovato una ragazza, avevo la macchina, vivevo fuori casa e, risparmiando un po' sul cibo, riuscivo anche a pagarmi qualche svago. Come ad esempio il concerto dei Marlene Kuntz, la mia prima uscita insieme a lei, una sera che cambiò radicalmente la mia esistenza. Ricordo loro che suonavano e io che le sfioravo col mio corpo il maglione, poi il ritorno a casa con la mia mano sopra la sua, tenendo assieme la leva del cambio. Il bacio in macchina, quando ci siamo salutati. E io che riparto cantando &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Let Down&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/11.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Non avevo mai ascoltato troppo la musica italiana di allora. Ma quando lei mi aveva chiesto se mi piacevano i Marlene, avevo risposto subito: "si, non li conosco tantissimo ma quel poco che ho sentito di loro mi piace". In realtà avrei risposto lo stesso anche se avesse nominato Peppino di Capri o Tupac Shakur...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Da lì in poi, mi fece conoscere tutti i gruppi italiani che suonavano dalle nostre parti, all'epoca. I Massimo Volume, gli Ustmamò, i Disciplinatha, Umberto Palazzo, i Tre allegri Ragazzi Morti... E per la prima volta, quando entravo nelle discoteche rock tenendo di nascosto sotto la giacca una bottiglia di plastica con dentro un litro e mezzo di gin misto a pompelmo, mi sentivo davvero parte di qualcosa che stava succedendo intorno a me. Non osservavo e basta, esistevo anch'io.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/12.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un anno, credo fosse il 1999, mentre studiavo all'università mi iscrissi a un corso per Dj organizzato da un ente di formazione locale. La mattina mi svegliavo alle 10 per andare alle lezioni, che si tenevano in due discoteche di Trieste, e imparavo a far suonare i vinili a tempo, ad avere una dizione perfetta, e altre cose del genere. A parte l'imbarazzo nelle prove da animatore (mai più!), verso la fine del corso ci fecero fare una registrazione che sarebbe andata a finire in un cd distribuito a tutte le radio. Ognuno doveva fare un intervento a scelta con una base musicale sotto. Chi puntava sulla simpatia, chi su un approccio da radio più "parlata". Io la mattina stessa buttai giù qualche appunto prima di andare al corso, e poi feci leggere ciò che avevo scritto al Dj che ci seguiva nelle registrazioni. C'era una presentazione classica, più noiosa, e la descrizione di una scena che mi era venuta in mente appena mi ero svegliato, mentre pensavo a cosa avrei potuto dire. Gli chiesi quale andasse bene, e scelse la seconda. Sulla base della versione strumentale di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Broken heart&lt;/span&gt; degli Spiritualized, quel giorno, recitai con un po' di imbarazzo queste parole:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Un uomo, nel traffico, dentro una macchina, le luci della città.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Intorno a lui le identità si confondono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;E lui è solo un piccolo, minuscolo ingranaggio del tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Non pensa a nulla, chiuso in una bolla di vetro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Ad un tratto sente che la musica che viene dall'autoradio supera quella bolla, la oltrepassa, e comincia a pensare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Lui la conosce quella canzone, era da allora che non la sentiva, e i ricordi si accavallano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Quegli occhi, quella bocca, le mani che gli accarezzano la pelle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Poi quel giorno, in cui è successo quello che non si sarebbe mai aspettato: l'addio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Cosa avrebbe detto allora, a vedersi così, com'è adesso?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Si guarda le mani, guarda avanti, un brivido gli passa lungo la schiena.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Da quanto tempo neppure ci pensava, a quella cosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;La canzone sta per finire e lui non si sente più forte, ma si sente meglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;Non dimenticherà, almeno per oggi, quel momento, e non smetterà di pensarci ma&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(153, 153, 153);"&gt;ora tutto è finito, lo speaker annuncia un'altra canzone, un'altra storia da raccontare...&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/13.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Fu con un litigio ad un concerto dei Verdena che quel periodo giunse a conclusione. E allora conobbi veramente il modo in cui puoi perdere una persona che ami. Le gelosie inutili, il senso di possesso, le mille frustrazioni di un rapporto ormai incrinato, erano lo specchio di un malessere che non riuscivamo più ad arginare. Quello che un tempo ci aveva curato, si era ammalato dei nostri stessi difetti, delle nostre paure. L'amarezza che mi prese durante il capodanno del 2000, quando salutai il casellante in autostrada con un gentile "auguri di buon anno", mentre la riaccompagnavo a casa dopo che ci eravamo appena lasciati, è indescrivibile. Forse presagivo già questi anni bui, l'oscuro medioevo della mia vita che stava arrivando a fare giustizia di quegli anni vitali e selvaggi. Calava allora su di me il buio di una solitudine cercata, più che subita. Ci furono ancora, in seguito, periodi in cui il sole pareva splendere a picco sulla mia fronte, accecandomi. Ma erano solo apparizioni, oasi nel deserto, o felici rimembranze di un tempo ormai passato. Sull'alba della mia nuova vita, proprio come in questi giorni, splendeva solo un pallido, freddo sole invernale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ripensando a quegli anni, ho fatto un cd con le canzoni di allora che ho amato di più. In ognuna di esse oggi ritrovo esattamente ciò che avevo immaginato, quando recitavo delle parole solo in apparenza mie. Quando scrissi le sensazioni dell'uomo nella bolla di vetro, infatti, non potevo ancora conoscerle, se non forse da qualche frase letta sui libri, o sentita in un film. E solo ora mi rendo conto di quanto quelle parole fossero, profondamente, vere. Al posto dei titoli dei pezzi, scriverò le strofe che sento più mie, come tante ferite ormai rimarginate. Cicatrici di un tempo indimenticabile, forse l'unico periodo della mia vita che non vorrei rivivere, perché nulla di quel periodo cambierei da com'è stato. In fondo un corpo è abbastanza grande da contenerne a migliaia di cicatrici, piccole o grandi che siano, e questo pensiero basta da solo a farmi pensare che no, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;non è ancora finita...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;#048 When we were young&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; color: rgb(102, 102, 102);"&gt;01. sfiorarti come a caso con aria imbarazzata&lt;br /&gt;02. mi sento come il soffitto di una chiesa bombardata&lt;br /&gt;03. ma la vita è un suicidio, l'amore un rogo&lt;br /&gt;04. mi piacerebbe sai, sentirti piangere, anche una lacrima, per pochi attimi&lt;br /&gt;05. il pazzo sono io, che parlo ancora di te&lt;br /&gt;06. lascerò che tutto sia sospeso, fino a quando non ci rivedremo&lt;br /&gt;07. ma quando io ti guardo, tutto quanto cambia&lt;br /&gt;08. parola seria ma non troppo è &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Io&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;09. conoscere tutto di te, a cosa serve...&lt;br /&gt;10. descrivere è impossibile, bisogna immaginare...&lt;br /&gt;11. mamma chiama i bambini per farmi giocare con loro sul mare, ma riesco a fuggire&lt;br /&gt;12. io non c'entro è dentro di te, con questo non c'entro è dentro di te&lt;br /&gt;13. nessuno è come me, nessuno mai nessuno...&lt;br /&gt;14. quasi quasi ti ho tradito e mi sono divertito&lt;br /&gt;15. anche per quest'anno rinuncio al suicidio&lt;br /&gt;16. sai di te cos'è che poi perderai?&lt;br /&gt;17. e ormai nel tuo cuore è buio pesto&lt;br /&gt;18. cercami di più e poi vedremo se in due c'è più tempo per ridere o per piangere&lt;br /&gt;19. io amo lei, non gli altri uomini che ha avuto&lt;br /&gt;20. è tutto quello che io ho e non è ancora finita...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/14.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113399931974746298?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113399931974746298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113399931974746298&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113399931974746298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113399931974746298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2005/12/esegesi-di-una-compilation.html' title='Esegesi di una compilation'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113163177834100178</id><published>2005-11-10T15:06:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T15:16:56.192+01:00</updated><title type='text'>Tre fatti apparentemente slegati</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Pochi giorni fa ho visto Elizabethtown al cinema, e quando alla fine si sono accese le luci della sala e la gente ha cominciato frettolosamente a sfollare, sono rimasto seduto un po' di più del solito. Per me l'uscita dalla sala è come una specie di anticamera tra il sogno e la realtà, certe cose non me le ricorderò più così bene e allora cerco di fermare nella memoria quello che mi ha colpito, come se volessi farlo mio, perché abbia un qualche valore nelle mie esperienze personali. E questa identificazione a volte nasce spontanea, a volte richiede qualche artificio in più. Quando ho visto Spiderman 2, ad esempio, è scattata subito. I suoi poteri erano le mie potenzialità inespresse, la sua timidezza era la mia indecisione. Per Batman Begins, un altro esempio a caso, ciò non è avvenuto. Lui era buono, ma era un uomo solo. Tutti buoni motivi per ricordare molto di più Spiderman, anche se alla fine non è che come film fosse tanto superiore all'altro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nel caso di Elizabethtown, pur avendo parecchie cose in comune con il protagonista, non è che poi ne sia rimasto tanto colpito. Desideravo essere sì come lui, che incontra una persona meravigliosa così per caso, però sentivo che avevo più cose in comune con lei, e tra i due quella a cui sentivo più di assomigliare era lei. Non so, in passato ho sempre preferito essere io a consolare un'altra persona in un momento di difficoltà. Ho sempre fatto di tutto per cercare di fare cose indimenticabili, per riempire i vuoti delle persone a cui tenevo. Vedere lei così insistente, in quel modo buffo e un po' impacciato, mi ha ricordato tante esperienze che ho vissuto. Numeri di cellulare scritti su bigliettini, addormentarsi mentre parli al telefono con qualcuno sdraiato sul letto, quando non riesci a mettere giù ma neanche a parlare, tanto hai sonno. E poi il quaderno con i fogli pieni di appunti, foto, citazioni. Le compilation da ascoltare in macchina... Sono solo un gioco per farsi conoscere, è vero, ma a volte sono un gioco particolarmente serio, se senti che la persona a cui le indirizzi potrebbe essere davvero quella che cerchi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ecco, in quei 5 minuti di anticamera, alla fine del film, ho pensato che ero sempre stato più simile a lei, nella mia vita, ma che avrei voluto essere lui, una volta tanto. Cercato e desiderato da una persona che sia in grado di sorprendermi ad ogni passo. Che sia capace di farmi passare il muso con un gesto tanto dolce quanto disarmante. Che mi faccia ridere, come una bambina giocherellona, ma che non si senta in imbarazzo a mostrarsi triste o scontrosa. Che mi dia la sicurezza di essere importante. Che mi faccia sentire a casa, dovunque siamo. Una persona come me. Una persona che forse non esiste.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/07.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Oggi mi sono svegliato presto, mi sono lavato, mi sono vestito bene e sono uscito di casa prima di mezzogiorno, cosa piuttosto rara, perché volevo passare da un'agenzia interinale che, dalle cose che avevo sentito in passato, sembrava abbastanza adatta al tipo di lavoro che sto cercando. Non sono mai andato in un'agenzia interinale, un po' per sfiducia e un po' per pigrizia, ma se dovevo cominciare da una sapevo che sarebbe stata questa. Non c'era parcheggio lì vicino, ma dopo qualche giro dell'isolato ce l'ho fatta. Il numero civico non me lo ricordavo, la via era piccola e non sarebbe stato un problema trovarla.&lt;br /&gt;Con il mio curriculum nella sua elegante cartellina marrone e con la mia giacca di velluto nera, cammino lungo la strada una prima volta, ma non c'è nessuna vetrina che sembri quella di un'agenzia interinale. Torno indietro controllando tutti i campanelli, ma niente, non c'è proprio traccia di un'agenzia interinale. A quel punto, sconsolato, prendo la macchina e torno a casa, apro il computer, cerco di nuovo l'indirizzo e mi appunto il numero, il 28. Riprendo la macchina, torno in centro, cerco parcheggio. Lo trovo nella stessa zona di prima, ripercorro a piedi tutta la via e mi trovo davanti al numero civico 28: Agenzia Immobiliare. Oh, cazzo, l'avranno spostata di sede, penso. Torno a casa, riapro il pc, vado non sul sito dove avevo letto quell'indirizzo, ma sul sito delle Pagine Bianche, faccio una ricerca del nome dell'agenzia nella provincia di Udine, e niente. Vedo per sicurezza a Pordenone, a Gorizia, a Trieste, e c'è. Solo quella di Udine è scomparsa, volatilizzata, sparita. Non ha cambiato sede, semplicemente non esiste più. Un ennesimo segno che mi indica che non devo trovare lavoro, che non è quella la mia strada. Diamine, e adesso?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/08.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Adesso è già quasi mezzogiorno e mezzo, e devo andare a prendere mia nipote a scuola, perché mia sorella ha un impegno con Davide, l'altro mio nipotino. Prendo la macchina, passo dall'edicola a comprare il giornale e mi avvio verso la scuola elementare Ippolito Nievo. La mia vecchia scuola elementare. Sono in anticipo, e mi metto distrattamente a leggere il giornale, mentre le mamme e i papà arrivano uno dopo l'altro, e si mettono a chiacchierare tra loro.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Ho due ricordi legati a quella scuola. Il primo è quello dell'albero col formicaio. Durante la ricreazione, spesso giocavo con i miei amici a nascondino, e uno dei posti più comodi che avevo individuato per nascondermi era dietro il grande albero, nell'angolo opposto a quello dove si faceva la conta. Uno per scoprirti doveva venire proprio fin lì, così poi bastava fare una gara di corsa e cercare di toccare il muro per primo. A volte quindi chi doveva trovare gli altri rinunciava all'albero, soprattutto se non era tanto veloce, e controllava prima altri posti dove magari era più facile vedere qualcuno da lontano. Così potevo restare dietro l'albero per minuti interi, senza che nessuno venisse a cercarmi. Arrivata la primavera, però, ogni volta che tornavo in classe avevo un tremendo prurito sulla schiena, e non capivo proprio cosa fosse. Grattavo, grattavo, e alla fine spariva da solo. Dopo qualche giorno, mi accorsi che dietro a quell'albero c'era un formicaio, e quel prurito era dovuto a delle maledette formiche rosse che mi salivano addosso e mi pungevano sulla schiena. Odiavo gli insetti, e soprattutto le formiche rosse, e quella scoperta bastò a convincermi a non tornare mai più a nascondermi là dietro. Accettai qualche penitenza in più, ma ne valeva la pena.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il secondo ricordo, invece, è di quando persi il mio Calimero, trovato per caso in un uovo di Pasqua. Un delizioso, piccolo pupazzetto di plastica di Calimero, triste e indifeso pulcino nero diverso dagli altri che poi diventava uno splendido cigno. Ero molto affezionato al mio Calimero di plastica, sarò stato in prima o seconda elementare, e mentre ci giocavo durante la ricreazione, non ricordo più come andarono esattamente le cose, lo persi dentro a un cespuglio, credo fosse un'edera, ma un'edera che non tagliavano da mesi, forse anni, perché se ci penso la rivedo tutta aggrovigliata, quasi una foresta fatta di edera. Dovettero trascinarmi in classe con la forza, quel giorno, e poi lo ricercai ancora all'uscita, ma niente. Calimero non saltò più fuori da lì, e piano piano smisi di cercarlo, non aveva più senso ormai. Chissà dov'era finito, magari tra le grinfie di qualche topo, o rubato da qualche compagno fortunato che l'aveva trovato per caso. Ma la versione più probabile, che si faceva strada in me col tempo, era che fosse rimasto per sempre avviluppato dai rami malefici di quell'edera, per anni e anni. Prigioniero di quel groviglio di rami, foglie e insetti. Quando tornai, più di vent'anni dopo, in quel cortile, la prima cosa che notai fu che quell'edera non c'era più. Calimero era finito forse in una discarica, o nelle mani di qualche operatore ecologico. Ma ora avevo davvero la certezza che non l'avrei più ritrovato lì. Ieri poi, mentre aspettavo la piccola Francesca, mi sono accorto che anche l'albero delle formiche rosse era scomparso, per far posto ad altri alberi più giovani e più belli. Quando lei è uscita e si è messa a correre verso di me con la sua cartella sulla schiena per abbracciarmi, ho immaginato un giorno futuro in cui una bambina come lei mi saluterà dicendomi "papà!" invece di "ale!". A volte l'oggi sembra immobile, e il domani appare tanto lontano. In certi momenti invece, sembra già di viverlo, quel domani, e il passato sembra così distante...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/09.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113163177834100178?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113163177834100178/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113163177834100178&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113163177834100178'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113163177834100178'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2005/11/tre-fatti-apparentemente-slegati.html' title='Tre fatti apparentemente slegati'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113115441467446632</id><published>2005-11-05T02:32:00.002+01:00</published><updated>2012-01-04T15:17:52.747+01:00</updated><title type='text'>Marienbad</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nei dintorni di Monaco di Baviera, esattamente nei magnifici castelli barocchi di Nymphenburg e Schleissheim, furono girati gli esterni e buona parte degli interni del film &lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'anno scorso a Marienbad&lt;/span&gt;. Specchi, mobili antichi, quadri, fontane, siepi dalle severe geometrie, tutto contribuiva a creare la sensazione che quello non fosse un luogo reale, ma un luogo dell'anima. Dove non solo lo spazio perde - appunto - di fisicità, ma in cui anche il tempo comincia a scorrere più lentamente, fin quasi a dare la sensazione di fermarsi. Ad aspettare te.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;A volte, quando mi chiedo "quanto tempo è passato?", non ho mai una risposta sola. Ne ho due. Non che sappia esattamente distinguere due misure diverse, per poter dire ad esempio quale sia più veloce dell'altro. Semplicemente non sono in sincronia. Uno è il tempo che devo dividere con gli altri, il tempo delle abitudini, dei gesti meccanici, degli orologi che non si fermano mai. L'altro invece è modellato sulle mie sensazioni per te. Ora sembrano vicinissime, ora lontane secoli e secoli, quasi parte di una mia vita precedente che persiste solo in qualche rapida apparizione. Per questo è così difficile aspettarti, ogni giorno, e dirti "aspettami". Se c'era un luogo dove ci siamo incontrati, quel luogo non esiste più. Se esiste un tempo in cui ci rivedremo, è impossibile saperlo. Io dovrei essere te, e tu me. Ma l'altra sera Udine era la mia Marienbad, e tra la nebbia mi è sembrato di vederti.&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/02.jpg" /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;E, una volta ancora, ci siamo trovati separati. E ancora una volta camminavo, solo, lungo gli stessi corridoi, attraverso le stesse sale deserte, sotto le stesse arcate, le stesse gallerie senza finestre, varcando le stesse porte, scegliendo a caso la strada nel dedalo di questi labirinti. E ancora una volta tutto era deserto, in questo palazzo immenso, tutto era vuoto. Saloni vuoti, corridoi, saloni. Porte. Porte. Saloni, sedie vuote, poltrone profonde. Gradini, gradini l'uno dopo l'altro. Bicchieri di vetro, bicchieri vuoti. Un bicchiere che cade. Pareti di vetro. Lettere, una lettera perduta. Appesi ai chiodi chiavi numerate delle porte: 309, 307, 305, 303... Lampadari, lampadari, specchiere, corridoi vuoti a perdita d'occhio. E anche il giardino, come tutto il resto, era deserto. Accadde l'anno scorso, sono dunque tanto cambiato? Oppure fingete di non riconoscermi. Un anno, di già, o forse più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/03.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;Non avevate mai l'aria di aspettarmi, ma ci ritrovavamo ad ogni svolta dei viali, dietro ad ogni cespuglio, ai piedi di ogni statua, sull'orlo di ogni fontana. Era come se in quel giardino ci fossimo stati soltanto voi ed io. Parlavamo di tutto: dei nomi delle statue della forma dei cespugli, dell'acqua delle fontane, del colore del cielo... Oppure non parlavamo affatto. Ma voi restavate sempre ad una certa distanza, come sulla soglia. Come all'ingresso di un mondo troppo oscuro, o sconosciuto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/04.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;Ascoltatemi, di quale prova avete ancora bisogno? Avevo conservato una vostra fotografia fatta un pomeriggio nel parco, qualche giorno prima della vostra partenza. Ma quando ve l'ho mostrata mi avete risposto, ancora una volta, che non era una prova. Poteva averla fatta chiunque, in qualunque momento, e dovunque. Un giardino, qualunque giardino. Sarebbe stato necessario mostrarvi tutte quelle piume bianche attorno a voi. Quel mare di piume bianche in cui il vostro corpo... Ma tutti i corpi si somigliano, e così tutte le vestaglie e le piume. Tutti gli alberghi, tutte le statue, tutti i giardini. Ma quel giardino, per me, non somigliava a nessun altro. Ogni giorno, vi ci ritrovavo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/05.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-size:85%;" &gt;Il parco di quell'albergo era una specie di giardino alla francese senza alberi, senza fiori, senza vegetazione alcuna. La ghiaia, la pietra, il marmo, la linea retta, vi segnavano spazi rigidi, superfici senza mistero. Sembrava a prima vista impossibile perdersi. A prima vista. Lungo quei viali rettilinei, tra statue dai gesti immobili e lastre di granito dove voi, ora, stavate già perdendovi. Per sempre. Nella notte tranquilla. Sola. Con me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/06.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;I dialoghi sono tratti dal film &lt;a href="http://www.imdb.com/title/tt0054632/%20" target="_blank"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'anno scorso a Marienbad&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113115441467446632?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113115441467446632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113115441467446632&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113115441467446632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113115441467446632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2005/11/marienbad.html' title='Marienbad'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-12938979.post-113092519563460676</id><published>2005-11-02T10:53:00.003+01:00</published><updated>2012-01-04T15:18:35.383+01:00</updated><title type='text'>E adesso che farai?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Una volta scrissi una lettera a una ragazza, che neanche conoscevo poi tanto bene, e senza badare troppo ai soliti discorsi convenzionali che si fanno appena conosci una persona, così per presentarti, le scrissi invece queste parole su un foglio di carta a quadretti, per tenere diritto il mio stampatello.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vorrei che questo telegramma&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Fosse il più bel telegramma&lt;br /&gt;Di tutti i telegrammi&lt;br /&gt;Che riceverai mai&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;E vorrei che scartando il mio telegramma&lt;br /&gt;E leggendo il mio telegramma&lt;br /&gt;Alla fine del telegramma&lt;br /&gt;Tu ti mettessi a piangere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Serge Gainsbourg, &lt;a href="http://www.paroles.net/chansons/19531.htm"&gt;Overseas Telegram&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Le parlavo della mia morte immaginata, in un incidente d'auto, e dei miei genitori che l'avrebbero conosciuta attraverso la brutta copia della lettera che le stavo scrivendo. Le raccontavo del viaggio che avrebbero fatto per incontrarla, e scoprire una parte a loro sconosciuta di me attraverso di lei. Le descrissi l'imbarazzo, il dolore e la solitudine di chi ha perso qualcuno ma vuole sapere tutto, perché ogni cosa che sfugge è persa per sempre, in quei momenti. E forse, con quella lettera, le chiesi di farsi carico di un peso troppo grande.&lt;br /&gt;Erano solo parole, certo. Frutto della mia fantasia, un esercizio letterario, certo. Ma dietro a quelle parole c'era la solita domanda, che mette il destino di una vita nelle mani di qualcuno a cui chiedi di piangere lacrime d'amore per te, mentre gli dici: "e adesso che farai?".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://www.eurosmp.it/sentimentale/01.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/12938979-113092519563460676?l=sentimentale.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sentimentale.blogspot.com/feeds/113092519563460676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=12938979&amp;postID=113092519563460676&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113092519563460676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/12938979/posts/default/113092519563460676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sentimentale.blogspot.com/2005/11/e-adesso-che-farai.html' title='E adesso che farai?'/><author><name>pingu</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_Tom42ErQgbI/R2hQUF2GpEI/AAAAAAAAAAQ/0CIGtAoQNg0/S220/fototessera.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry></feed>
